Un cambio di rotta nelle PMI
Buona lettura!
Il modificarsi dell’ambiente di riferimento (e degli attori sociali) con cui l’impresa si relaziona per sviluppare la propria attività, spingono gli addetti del settore ad implementare nuove tecniche. A questi due primi fattori è necessario aggiungere i continui mutamenti del mondo economico.
Questo nuovo implementare mira sempre più alla dimensione relazionale del rapporto. Tale concetto deriva dall’evidente importanza riportata da tutti i soggetti della relazione, i quali sono fonte di informazioni sia in ingresso sia in uscita.
Il saggio “La comunicazione d’impresa” riporta questo aspetto parlando, in primis, degli strumenti della comunicazione come la pubblicità, le sponsorizzazioni, il marketing diretto, le relazioni pubbliche e le promozioni; in altre parole gli strumenti che possono essere utilizzati dalle imprese per comunicare, con il proprio pubblico di riferimento. Da notare è l’utilizzo che l’autore fa del termine “imprese”: qui vuole fare riferimento a tutte le realtà esistenti, avendo però un occhio di riguardo per le PMI ovvero la piccola e media impresa italiana. Questo accade perché la PMI “lavora benissimo in Italia poi abbiamo circa 6 milioni di piccole e medie imprese quindi rappresenta uno zoccolo duro talmente importante che non si può trascurare”.
In secondo luogo, sempre nel saggio, ritroviamo la presenza dell’integratore ovvero quella figura professionale che permette ad un’azienda di definire ed attivare strategie di presidio all’interno del proprio settore. Tali strategie non sono fisse ma singolarmente flessibili: con l’obiettivo di raggiungere una maggiore visibilità, conforme al mercato di riferimento.
Con la sua presenza la figura menzionata cerca di risolvere il problema del comunicare nella PMI. Secondo una opinione dell’autore questo problema nasce dal fatto “che la piccola media impresa ha problemi a comunicare per mancanza di investimenti. Bisogna che cominci ad abituarsi, il problema non è tanto non avere i fondi ma quanto riuscire a cercarli, trovarli e utilizzarli in qualche modo, in modo da potere incominciare ad avviare delle campagne piccole ..”
A questa tipologia di realtà aziendali (e non solo) si vuole fornire informazioni mostrandole – senza timore e tramite l’analisi di case studies – un mondo nuovo come la comunicazione: conoscere strumenti e concetti per migliorare il proprio knowledge, adattandolo al singolo contesto economico.
Il punto di base de “La comunicazione d’impresa” è proprio quello di “voler spiegare alla piccola e media impresa che può tranquillamente comunicare senza spaventarsi. Deve solo trovare i budget adatti, piccoli per iniziare, e poi poter andare avanti […] . La comunicazione è l’aiuto fondamentale oggi, l’azienda che non comunica finisce nel dimenticatoio quindi è diventato obbligatorio comunicare […] grazie alla comunicazione può incrementare la sua visibilità […]”.
Come sostiene l’autore “ la comunicazione, dico sempre, è come seguire una dieta cioè un abituarsi a mangiare bene: una comunicazione regolare, piccola, magari modesta all’inizio che poi si incrementa un po’, non tanto importante come investimenti ma quanto costante, […] poi con il passare del tempo, dopo un paio di anni, si cominciano a vedere i risultati di vendita che è quello che interessa all’impresa non solo italiana ma anche del mondo..” .
Nel contestualizzare quanto appena riportato, la PMI italiana potrebbe godere di una maggiore visibilità, realizzando il sogno di tutti gli imprenditori: aumentare le entrate.
Un esempio concreto, strumentale, sono i rapporti con i media (le radio, i giornali e le televisioni locali) e l’organizzazione di eventi: quest’ultimi richiedono investimenti variabili e sviluppa ulteriormente la visibilità.
E’ possibile riscontrare una somiglianza tra la comunicazione d’impresa e la comunicazione interpersonale. Questo lo si può notare dalle esperienze curriculari dell’autore, vedi l’Osservatorio sulla famiglia. A sostegno della nostra affermazione, riportiamo una citazione di M.P. : “ricordiamo che l’impresa è fatta di persone quindi anche le coppie stanno dentro all’impresa, non sono due mondi separati”. (In particolare, si veda “Un muro di parole”, Rizzoli, 2004).
In conclusione, si ritiene che comunicare, sia il cardine fondamentale dell’equilibrio esistenziale (tanto cercato!).
Il riferimento non è solo verbale ma ad ogni momento della vita, vedi i meeting aziendali e il rapporto di coppia.
“Comunicare l’un l’altro, scambiarsi informazioni è natura;
tenere conto delle informazioni che ci vengono date è cultura”
(Johann Wolfgang Goethe)

L’articolo è visibile anche al blog
http://www.comunicazionepervoi.com/blog/?p=2061
Un ulteriore approfondimento nel blog di Marco:
http://cobain86.wordpress.com/2010/05/17/pecchenino-intervistato-per-rumore/
Intervista su :
http://portalegiovani.eu/prima-pagina/comunicare-la-piccola-media-impresa/